Le menti illuminate scelgono il legno
Un grande classico, moderno come non mai
Il legno viene usato per scaldarsi praticamente da sempre. Rispetto al piacevole caminetto che deve essere costantemente alimentato con nuovi ceppi, sono state tuttavia apportate diverse modifiche: i riscaldamenti a legna sono oramai completamente automatici e facili da usare. Mentre un tempo questi impianti potevano solo essere accesi o spenti, oggigiorno è possibile regolare il calore secondo le proprie esigenze. Un’ulteriore innovazione è data dai moderni accumulatori termici, che consentono di riscaldare in modo continuo ed efficiente senza che il calore già prodotto vada perduto.
La polemica sulle emissioni si è dissolta
Oltre al presunto scarso grado di rendimento, un altro pregiudizio che grava sui riscaldamenti a legna riguarda le presunte maggiori emissioni di monossido di carbonio. Anche sotto questo profilo, tuttavia, negli ultimi decenni sono state sviluppate soluzioni innovative. Il tenore di ossigeno residuo nella caldaia garantisce una combustione pulita.
I valori non ottimali per quanto riguarda le emissioni di polveri sottili degli impianti a legna non sono da ricondurre a difetti tecnici, quanto piuttosto a errori commessi dagli utenti. Per esempio, nel caso di una stufa è molto importante il modo in cui il fuoco viene acceso. I comportamenti errati sotto questo profilo provocano un marcato sviluppo di fumo con un corrispondente inquinamento dell’aria.
Negli impianti a legna automatici, come per es. i riscaldamenti a pellet, il fuoco viene appunto acceso in maniera automatica e la combustione è costantemente monitorata. Ciò garantisce che quest’ultima avvenga in modo molto pulito. Negli ultimi 30 anni i valori di tali impianti relativamente alle polveri hanno potuto essere ridotti di ben venti volte!
I piccoli pellet di legno presentano inoltre una densità energetica particolarmente elevata con un tenore di umidità molto basso. E proprio l’umidità nel legno è spesso il motivo per una notevole produzione di fuliggine e polveri sottili. Grazie a tali caratteristiche, i riscaldamenti a pellet fanno registrare valori pari alla metà del limite massimo di polveri sottili previsto dell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico, producendone 400 volte meno rispetto alla fiamma libera di un caminetto. I riscaldamenti a legna hanno inoltre un impatto climatico praticamente pari a zero: la combustione del legno libera infatti una quantità di CO2 solo pari a quella assorbita dall’albero durante la sua crescita.
Legno svizzero: il vantaggio di «giocare in casa»
Un ulteriore aspetto a favore dei riscaldamenti a legna è il fatto che il combustibile sia disponibile a livello locale. I tragitti di trasporto sono pertanto nettamente più brevi rispetto alle lunghe distanze che devono essere coperte per portare fin qui i combustibili fossili.
Il pellet di legno presenta inoltre una densità energetica molto elevata, una caratteristica che rende il trasporto ancora più efficiente sotto il profilo del consumo di energia. Quest’ultimo ammonta infatti solo all’1% circa del potere calorifico per 100 km di tragitto percorso. Chi ritiene particolarmente importante che il legno provenga dalla Svizzera (e non magari da uno dei paesi limitrofi), deve fare attenzione al label «Legno Svizzero». Così facendo, potrete sostenere l’economia locale e al tempo stesso assicurarvi che il combustibile raggiunga il vostro impianto di riscaldamento percorrendo il più breve tragitto possibile.
E c’è ancora una ciliegina sulla torta: il pellet è ottenuto dagli scarti della lavorazione del legno o da alberi che per motivi qualitativi non possono essere trattati in altro modo. Di conseguenza, per la produzione di questo combustibile non viene abbattuto nessun albero aggiuntivo! Come potete vedere, riscaldare con il legno è una scelta intelligente che contribuisce a lungo termine alla protezione dell’ambiente.
Energia legno Svizzera
Riscaldamenti a legna Svizzera
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